Taranta Peligna

Taranta Peligna

 

E’ nota fin dal Medio Evo per l’arte della lana: tipico prodotto le famose coperte a vivaci disegni colorati.

"Una suggestiva tradizione religiosa che non tutti conoscono lega il culto di 5. Biagio ad una precisa attività economica, altrettanto valida in Abruzzo, soprattutto in alcuni paesi di lanaioli e cardatori.

È il caso di Taranta Peligna, il cui culto per il Santo sarebbe stato portato in paese dai primi cordatori di lana, i quali usarono per il loro lavoro pettini di ferro simili a quello con cui S. Biagio fu seviziato e martirizzato, nei primi secoli del Cristianesimo; anzi fu proprio il "pettine" della tortura a determinare la scelta del Santo protettore dei lanaio.

Taranta Peligna - paese di "scardalana" sin dai tempi in cui, modesta borgata medievale, le donne filavano in casa la lana che proveniva dalle greggi della Maiella, per poi affidarla ai mercanti che scendevano alle Fiere di Lanciano, - continua a celebrare il culto di 5. Biagio con la preparazione di "panicelli" votivi...

Il culto di S. Biagio a Taranta Peligna è rimasto legato ad una precisa attività economica.., appunto la protezione di un’arte e di un mestiere nati con S. Biagio e il "pettine" del martirio.

Il paese è stato oggi quasi completamente ricostruito dopo le distruzioni subite durante la guerra. La Chiesa di S. Biagio ha subito danni gravissimi, esiste solo il bel Portale di nobili linee classiche e la parte basamentale del Campanile costruita con grandi blocchi di pietra squadrata. Due lapidi alla base del campanile segnano la data d’inizio e il termine dei lavori.

Nella Chiesa della Trinità è conservato un Crocifisso dipinto su tavola attribuito ad Antoniazzo Romano.

("da E. Gianeristofaro - Totemajje").

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