Descrizione
Si è svolta stamani, alle 11, in piazza Plebiscito, la cerimonia per celebrare l’81° anniversario della Festa della Liberazione. Alla manifestazione erano presenti autorità civili e militari, l’Anpi di Lanciano, le associazioni di volontariato e le associazioni combattentistiche e d’arma. Presenti anche la Presidente del Consiglio Comunale, Gemma Sciarretta, i consiglieri comunali Gabriele Di Bucchianico e Donato Torosantucci, e il consigliere provinciale Enzo Di Diego.
A fare le veci del Sindaco Filippo Paolini, invitato dal Prefetto a presenziare alla cerimonia del 25 aprile a Chieti, il vicesindaco Danilo Ranieri. Dopo gli onori tributati al Gonfalone del Comune di Lanciano, una corona d’alloro è stata deposta al Monumento ai Caduti.
«Il 25 aprile del 1945 ha i piedi nella nostra storia perché è uno dei primi semi che, insieme ad altre radici, hanno consentito la rinascita della nostra Patria» ha affermato Ranieri, che si è soffermato sul significato attuale del 25 aprile, sottolineando come ottantuno anni non siano stati sufficienti a completare in maniera diffusa la riconciliazione nazionale, come spesso ha segnalato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Esistono ancora divisioni ideologiche e identitarie – ha ribadito Ranieri – che ci inducono ancora a dividerci, dopo ottant’anni, sul valore della Festa della Liberazione.» Infine il vicesindaco ha ricordato che, per la liberazione nazionale dall’oppressore nazista, anche la nostra città pagò un prezzo altissimo: «Successivamente all’armistizio dell’8 settembre 1943, Lanciano fu la seconda città in Italia, dopo gli eventi di Napoli di fine settembre, a sollevarsi e ribellarsi, anche, ma non solo, con i nostri Eroi Ottobrini del 1943; subimmo bombe, morti, distruzioni fino a giugno del 1944. Dobbiamo essere fieri della nostra Medaglia d’Oro al Valor Militare. Ma nulla è scontato: dobbiamo contrastare il perimetro d’azione di chi, a ogni livello, impedisce e ostacola la riconciliazione, nutrendosi dello scontro e dell’odio; va combattuta l’indifferenza; vanno difesi e mantenuti fermi i principi fondamentali della nostra democrazia costituzionale.»