Descrizione
Una marea impetuosa di pubblico, scrosci inarrestabili di applausi, un acquazzone breve ma improvviso, una fiumana di apprezzamenti, complimenti, attestazioni di stima e di affetto: ancora una volta sono state metafore d’acqua a lambire Ilenia Colanero, campionessa mondiale di apnea paralimpica e lancianese doc, che ieri sera, sabato 10 ottobre, in un Teatro Fedele Fenaroli mai così straripante, ha ricevuto il prestigioso Frentano d’Oro, premio conferito annualmente, dall’omonima Associazione presieduta da Stefano Graziani, «a una persona nata nella Frentania che si è resa benemerita dando lustro e prestigio alla sua terra d’origine in patria e nel mondo».
L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Lanciano. Molti i rappresentanti dell'Amministrazione Comunale presenti: il Sindaco Filippo Paolini, l'Assessore alla Cultura Danilo Ranieri, l'Assessore alle Politiche Sociali Cinzia Amoroso, l'Assessore al Commercio Maria Ida Troilo.
Durante la serata, condotta magistralmente dal giornalista Mario Giancristofaro, coordinatore del Premio, si sono ripercorse la vicenda umana e la parabola sportiva, culminata in un’acme di vittorie internazionali, dell’atleta frentana, primo personaggio dello sport a entrare nell’albo d’oro dei frentani illustri: un ennesimo primato oltre la cui cortina si fa spazio il profilo di una donna incrollabile nella determinazione, impeccabile nella tecnica e rigorosa nella disciplina, eppure amabile e spontanea, forte di una personalità senza infingimenti né maschere.
Quattordici record mondiali di apnea paralimpica, quattro titoli mondiali di apnea, due titoli mondiali di nuoto pinnato e una medaglia d’oro conquistata al World Guinnes in Cina nel 2025: ciononostante il XXVII Frentano d’Oro, nella cui vicenda si intrecciano storia e leggenda, non ha celato la sua emozione nel ricevere il riconoscimento, consegnatole dalla flautista Vilma Campitelli, venticinquesima, quest’ultima, nel novero dei premiati. «Il regalo più grande – ha affermato l’atleta – è la mia Lanciano che è qui. Il Frentano d’Oro rappresenta un cerchio che si chiude dopo un percorso durato dieci anni». Un percorso che l’ha vista approcciarsi all’apnea da assoluta neofita, dopo un incidente stradale che le ha precluso la possibilità di continuare a praticare le molte discipline sportive nelle quali da tempo si cimentava. Nelle profondità, dunque, Colanero è entrata da “balbuziente”, con un abecedario di rudimentali nozioni e con la paura vertiginosa dell’acqua.
Di queste goffe e malcerte prestazioni ha parlato ieri sera l’allenatore, Piero Tomeo, orgoglioso dei risultati poi raggiunti; alla sua voce ha fatto eco la testimonianza di Anita Sciorra, un’amica, che ha definito la campionessa «una donna del fare e del sentire, che ha avuto la forza di connettere il sentimento con l’azione». Un’atleta coriacea e dolce a un tempo, dunque, Colanero, contraddistinta da un temperamento ironico e magnetico, che ha sfoderato nella vita l’abilità di sgusciare via, come si legge nella motivazione del Premio, «da un destino che appariva avverso e implacabile, infingardo e rapace come il più vigliacco dei ladri nella notte».
La sua resilienza è stata la capacità più lodata sul palco, soprattutto dal sindaco Filippo Paolini, che ha ricordato, inoltre, lo spirito di sacrificio del Frentano d’Oro in carica. «La donna che sussurrava ai delfini» l’ha chiamata, invece, Mario Giancristofaro, parafrasando il titolo di un famoso film, e intercettando quella scia fiabesca che ammanta l’ascesa inarrestabile della «sirena che non sapeva nuotare». Della campionessa mondiale, dopo la cerimonia di premiazione, permangono vivi, inoltre, il suo impegno nel sociale, il suo appello a non essere indifferenti nei confronti degli altri e quel suo richiamare ciascuno alla calma, alla serenità, a quel tempo che spesso ci è negato di «prendere nella vita una cosa alla volta» e che trova compimento nel silenzio che forse solo un apneista percepisce, riempie di significato e ascolta.