Descrizione
Feste sì, ma senza dimenticare la storia. Qual è l'origine della famosa "nottata" lancianese, con i suoi riti e i suoi orari ben definiti? Da dove nasce la tradizione di aspettare le 4 del mattino per decretare "l'apertura", cioè l'inizio delle Feste, con i fuochi pirotecnici e l'accensione della paratura?
Diciamolo subito: la nostra "notte bianca" nulla ha in comune con quelle istituite negli ultimi anni un po' ovunque.
La nottata lancianese affonda le sue radici nella dimensione religiosa, sacra, soprattutto nella devozione verso la Madonna del Ponte.
Dobbiamo risalire indietro nel tempo, al lontano 1833, quando due sacerdoti lancianesi, don Luigi Jacobitti e don Nicola Saverio Bucchianico, partirono a piedi, a loro spese, alla volta di Roma per prelevare due corone d’oro destinate, quell'anno, dal Capitolo di San Pietro, alla Cattedrale della Madonna del Ponte per la statua della Vergine e per quella del Bambino. Al ritorno, i due sacerdoti giunsero a Castel Frentano molto tardi e avrebbero dovuto pernottare lí, ma la voce del loro arrivo si era intanto diffusa e una folla di fedeli, alla luce di tante fiaccole, andò fino a Castel Frentano, costringendo i due a riprendere il cammino. Intorno alle 4 del mattino, appunto, raggiunsero Lanciano.
Oltre alle corone, i due sacerdoti portarono dal Vaticano molti documenti, indirizzati all’allora arcivescovo Francesco Maria De Luca, compresa una lettera di papa Gregorio XVI, che autorizzava a celebrare in forma solenne le Feste.