Descrizione
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”: sono questi celebri versi di Dante, tratti dal Canto XXVI dell’Inferno, a campeggiare sulla porta d’ingresso della nuova Biblioteca della Casa Circondariale di Lanciano. Versi, pronunciati da Ulisse ai suoi compagni, che esortano alla curiosità intellettuale, a oltrepassare i propri limiti e la propria ferinità e approdare alla conoscenza: scelti, forse, non tanto come monito quanto come anelito, aspirazione, traiettoria che dai libri può portare alle stelle, per dirla con il Sommo Poeta, o, comunque, in mondi migliori.
Realizzata in collaborazione e con il contributo dell’Amministrazione Comunale, che ha compartecipato al finanziamento per 6.000,00 euro, la Biblioteca, accogliente, colorata e ordinata per settori, è stata presentata stamattina, mercoledì 11 febbraio, nel corso di una conferenza stampa che ha visto intervenire il Sindaco Filippo Paolini, Daniela Moi, Direttore della Casa Circondariale, l’Assessore alla Cultura del Comune Di Lanciano, Danilo Ranieri, e Daniela Giancristofaro, bibliotecaria responsabile dei servizi e delle attività de “Il Castello di Orbil”, Sezione Ragazzi della Biblioteca Comunale di Lanciano.
Il progetto ha visto impegnati i detenuti (otto inizialmente) in un percorso di formazione, svolto con la dottoressa Giancristofaro, che li ha portati ad acquisire le conoscenze tecniche per gestire una biblioteca: dal ricevimento dei volumi all’inventario, poi alla timbratura e, infine, alla catalogazione. L’attività formativa è partita lo scorso anno, ma bisogna ricordare che la biblioteca dell’Istituto penitenziario fu creata nel 2016 grazie a una convenzione triennale stipulata tra il carcere e la Biblioteca Comunale.
Grande soddisfazione ha espresso il Direttore Daniela Moi che, oltre a ringraziare l’Amministrazione e tutto il personale penitenziario, ha dichiarato: «Sono fiera del percorso svolto dai detenuti, che hanno lavorato con impegno, disciplina e rispetto delle regole, sviluppando anche l’interesse alla lettura. Questo progetto è espressione della volontà dell’Amministrazione di riconoscere alla cultura un valore fondamentale per il cammino di rieducazione e di riavvicinamento dei detenuti alla società e di considerare l’Istituto penitenziario come una parte del Comune, una parte della collettività, e non un luogo di emarginazione, separato dal resto. Questo messaggio riveste un valore simbolico molto importante.»
Anche l’Assessore alla Cultura, Danilo Ranieri, ha ribadito l’intenzione di continuare a sostenere e a supportare il progetto legato alla Biblioteca e incrementare maggiormente le attività culturali connesse al carcere. «Ci auguriamo» ha affermato l’Assessore «che questa iniziativa possa proseguire nel tempo, e che anche le future amministrazioni vogliano continuare a investire su di essa.»
«Siamo particolarmente contenti di aver contribuito a creare, in un luogo di detenzione, una nicchia di cultura, di serenità e di crescita personale. Leggere apre la mente, dona maggiore lucidità e consapevolezza, un approccio migliore ai problemi della vita e permette di scoprire realtà nuove e inimmaginabili. Grazie alla sensibilità della direttrice e di tutti gli operatori che, anche con sacrificio, hanno contributo alla realizzazione della Biblioteca» è stato il commento finale del Sindaco Filippo Paolini.