"Rosaura alle dieci": il mito dell'Argentina e la forza dei sogni

Recensione dello spettacolo
Data:

18/01/2026

Tempo di lettura:

2 min

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Foto degli interpreti in scena con due mascheroni
© Nicoletta Fazio - Ufficio Stampa - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

“Rosaura alle dieci”, che ha aperto sabato 17 gennaio la Stagione di Teatro Contemporaneo, non è uno spettacolo, è una potente suggestione, un vortice di abbagli e illusioni, di richiami, uno stato d’animo dalla forte carica emotiva e ipnotica che si nutre, però, di realtà: in primis di quell’Argentina in cui il romanzo di Denevi è ambientato e che Rossella Gesini e Stefano Angelucci Marino dimostrano di aver assimilato e interiorizzato non con i codici della ragione, ma con quelli del cuore.

La dimensione narrativa si nutre delle voci e dei silenzi di nove personaggi (interpretati in modo magistrale dai due attori e co-registi) e dei volti-maschere, dei burattini e dei mascheroni che ora celano ora svelano parziali verità e menzogne, ombre e luci di una storia in cui tutto è vero e falso a un tempo. Così il giallo in cui si può incasellare la trama è in realtà un fine escamotage per parlare d’altro: di finzione, di inganno, di frammentazione dell’io, di sperequazione sociale, di solitudine, ma anche (e forse soprattutto) di poesia. La poesia dell’amore agognato, la poesia dell’esistenza stessa che si avviluppa tra metafore e simboli, allusioni e sottintesi. La poesia che, sola, (lo sanno bene Gesini e Angelucci Marino) può attraversare e decifrare fantasticherie, allucinazioni, dimensioni magiche e surreali.

“Chi è Rosaura?” si chiede fino alla fine lo spettatore. È una donna reale o una visione onirica? L’intensità drammatica e la ricerca di identità, l’indagine e il disvelamento vanno di pari passo con una raffinata ironia, che gli interpreti sanno far cogliere ed esaltare, e con un impalpabile, ma sentito struggimento, che avvolge la scena e che la malinconia e la passione degli inserti musicali contribuiscono a evidenziare.

Una pièce che rappresenta una dichiarazione d’amore all’Argentina e che suscita il desiderio di leggere l’omonimo romanzo di Marco Denevi da cui è tratta.

                                                                 Nicoletta Fazio

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Ultimo aggiornamento: 18/01/2026 21:29

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